Un amaro ritorno

Ormai tutto costa:

sospetto che anche il costare

costi

 

(a proposito del fatto che ormai nei dibattiti su temi di interesse pubblico, qualunque giudizio morale o etico non viene sviluppato in base ad un sistema più o meno complesso e vario di valori, ma semplicemente in base al suo guadagno, risparmio o perdita su base economica. Nel breve periodo potrebbe anche funzionare, nel lungo periodo si potrebbe obiettare che anche noi costiamo molto al cosmo)

Ho sempre un piano B(erlusconi)

Stato-Città di Arcore

con seggio ONU

da commentatore

 

(a proposito del fatto che sono riusciti a condannarlo dopo vent’anni; solo Mussolini e Provenzano sono durati di più, cioè i veri padri della patria assieme al Papa. Credo che meriti una soluzione di questo tipo che prevederebbe oltretutto il passaporto diplomatico, l’extraterritorialità e varie altre bazze, come incontrarsi con quelli di cui sopra. Oltretutto ci manca uno speaker dell’ONU e un grande vecchio che sostituisca Licio Gelli)

Tradire le logiche modali (devi/puoi) è pericoloso

“Devi educar tuo figlio”

Ma se no

qual’è la punizione?

 

(a proposito del fatto che mio figlio ha rischiato per la seconda volta un occhio, sempre a causa dello stesso incivile bambino, oltretutto con sua madre presente; ora, è evidente che quel dovere è falso, perché altrimenti ci sarebbe una punizione per chi non educa i figli. Purtroppo però non c’è, e l’eventuale risarcimento per gli eventuali danni subiti. è talmente ridicolo da essere un premio a chi è incivile. Poi non chiedetevi perché questo è un paese di merda e sempre più la gente voglia farsi giustizia da sè)

Ma com’erano da piccoli i No-Tav?

Eppure siam

“cresciuti” anche noi

guardando i Barbapapa

 

(a proposito del fatto che, cercando cartoni animati per mio figlio, sono finito su alcuni episodi in francese dei Barbapapa, mia vecchia e indimenticata passione. In uno di questi i Barbapapa, zucchero filato in francese, respingevano l’assalto delle ruspe al grido “victoire pour la famille Barbapapa”. Ora, è vero che sento più vicina la Francia dell’Italia, ma com’è che i Francesi hanno già finito tutto e noi no? Perché loro sono francesi o perché noi siamo italiani? e dai giapponesi cresciuti con la scuola di Hokuto cosa dovremmo aspettarci?)

Ritorno con un dubbio

Ma al Medio-orente,

chi ha dato

armi nucleari e chimiche?

 

(a proposito del fatto che oggi sono tutti pronti, avendo carenze di erezioni, a fare la guerra; ma, tanto il nucleare quanto il gas Sarin, sono stati inventati da scienziati tedeschi, nazisti o meno che fossero. Come ho già detto, il secolo scorso non è stato affatto breve, ma lunghissimo e ci siamo ancora maledettamente dentro, anche grazie ai paesi in cui si sono rifugiati questi “scienziati”, cioè appunto U.S.A. e Russia. E se la smettessimo di ascoltarli, questi due paesi del menga?)

La soluzione della ggente

Crear problemi

facili

per evitare i difficili

 

(a proposito del fatto che osservo come molte persone creino, quasi sempre aggressivamente, problemi, peraltro facilmente risolvibili col buon senso, per evitare di affrontare i problemi veramente difficili, che spesso richiedono pure qualche rinuncia o qualche ammissione, sopratutto se riguardano noi direttamente. E’ una soluzione stupida: rimanda i problemi e anzi, finisce per ingarbugliarli ulteriormente. Noto però, che la moda sta prendendo piede, basti a riguardo l’aumento delle cause legali a qualunque livello)

6 pezzi per pianoforte op.19

…ma prima della rovina,

l’onestà

di sogni e bisogni…

 

(a proposito del fatto che la dissoluzione della musica tonale precede di poco la dissoluzione dell’Europa con la I Guerra Mondiale. L’onestà dei bisogni prevale nella musica classica di Schoenberg, come l’onestà dei sogni di Mozart prevale nei jingle pubblicitari come nel cinema. Servirebbe un equilibrio delle parti. Ma ancora non si vede, né nella musica, né nella politica. E intanto la ruota gira…)

Una famiglia italiana (riguardando foto con quattro generazioni)

Sembriamo usciti

da un fumetto

di Magnus: ma non l’ultimo…

 

(a proposito della genealogia maschile della mia famiglia paterna. Mio nonno nacque subito dopo la fine della I Guerra Mondiale; mio padre nacque subito dopo la II Guerra Mondiale, mentre io nacqui durante la guerriglia terroristica degli anni ’70. Credo poco alla genetica e molto alla storia: mio nonno, mio padre ed io esprimiamo la stessa delusione per un mondo che sembra uscire da una miseria per entrare in un’altra, rendendoci più vecchi di quanto non siamo, come appunto accade nei fumetti di Magnus, sopratutto nella serie de Lo sconosciuto. Mio figlio non ancora, ed è già qualcosa, ma sarà dura evitare che la storia si trasformi in genetica)

Mi sento una merda a…

… tifar

per un dittatore vivo

e uno spacciatore morto…

 

(a proposito del fatto che in questo mondo mi tocca sperare che Assad in Siria batta i ribelli che sono peggio di lui, come hanno dimostrato le primavere arabe ormai spente dal gelo neo-salafita e integralista. Senza dimenticare l’italianissimo caso Cucchi in cui le forze dell’ordine riescono ad essere più squallide di lui. Veramente, mi sento una merda)

Sostituzione di variabili

Patria = figlio

Partiti = genitori + parenti;

Oh figlio…

 

(a proposito del fatto che la tecnica della sostituzione delle variabili ci offre un procedimento serio per valutare i fatti. INFATTI, nonostante tutti i parlamentari siano figli e molti di essi abbiano figli, il risultato pietoso è sotto gli occhi di tutti, e non lo dico per partito preso, ma in generale. Dal PDL, tipico padre assente che pretende di decidere in nome di ideali in cui non crede per primo, al PD tipico padre incapace di essere coerente con la propria funzione di rappresentanza, al M5S, tipico padre incapace di trovare un terreno comune con tutti gli altri parenti. La conclusione è sotto gli occhi di tutti)

N.B.

Scrivo queste righe mentre apprendo del suicidio di due padri della mia età con figli poco più grandi del mio. Se qualcuno pensa che il paragone non regga o che salti di palo in frasca non ha capito il mondo in cui viviamo. Come dimostra la fine di un giovane ceceno con una famiglia fallita che ha ammazzato 3 persone e ferito centinaia di altre…